venerdì 27 gennaio 2012

"Mad Dogs" - Prima Stagione


MAD DOGS (2011)




Ideatore: Cris Cole

Attori: John Simm, Marc Warren, Max Beesley, 
           Philip Glenister, Ben Chaplin, María Botto 

Paese: UK

 
In vista della fine della seconda stagione, parliamo oggi della prima, andata in onda agli inizi dello scorso anno sulla BskyB. In pieno stile britannico la serie propone poche puntate, ma se normalmente sono 6, questa volta addirittura si riducono a 4, tanto che la prima stagione potrebbe essere a tutti gli effetti una miniserie, con tanto di finale aperto ma per certi versi anche chiuso. Insomma, la classica soluzione che permette sia di chiudere, sia di continuare. E a quanto pare non solo si è scelto di continuare nel breve termine, ma è stata commissionata fin d'ora già una terza stagione. 


A volerla classificare, si dovrebbe descriverla come a metà strada tra il thriller psicologico e la black comedy, avendo chiari elementi di entrambi i generi. E forse è proprio questo delineare più volti senza al termine assumerne uno chiaro e definitivo a limitare il prodotto. La storia è quella di quattro amici invitati da Alvo, il quinto di loro, a festeggiare il suo pensionamento anticipato. A Maiorca. È lì, infatti, che Alvo vive da diversi anni, che ha una villa da sogno sperduta nei boschi e che sembra aver ottenuto tutto ciò che si potrebbe desiderare. I nostri, tuttavia, si ritroveranno in qualcosa che è ben lontano dalla definizione di vacanza.

Non che dovrebbe esserci bisogno di specificarlo, ma “Mad Dogs” è decisamente uno dei classici prodotti da vedere a cervello del tutto spento. Inizialmente, anzi, dà l'idea di una fiction di terz'ordine coprodotta da Germania e Italia. La fotografia è infatti così luminosa che oltre a rischiare di provocare danni permanenti agli occhi di chi guarda, rende il tutto un po' troppo posticcio e quindi ben poco convincente. Tuttavia siamo a Maiorca, terra di sole, mare e sole, e una fotografia simile è per certi verso giustificata, tant'è che dopo un po' un occhio si riesce – anche un po' per il dolore - a chiuderlo. Passato quindi il disagio dovuto ad un uso simile delle luci, si è in grado a dare un'occhiata anche al resto. La gestione registica e più in generale tecnica, invero, non è affatto male, di certo non è confusionaria e affetta da convulsioni come ci si potrebbe aspettare. Anzi, più di una volta, già nella prima puntata, la serie mostra soluzioni in alcuni casi curiose – si veda il montaggio alternato che accosta le urla di piacere in soggettiva di Lottie e quelle di rabbia di Alvo – e in altri anche particolarmente riuscite – si veda la fine dell'episodio pilota, tra ralenti usati con criterio e passaggi di sceneggiatura assai accattivanti. 


È proprio la fine della prima puntata a dare definitiva concretezza ad un aspetto thriller che da questo momento in avanti si aggroviglia a quello ironico, in una commistione che risulterà più di una volta riuscita ma, purtroppo, svariate altre volte no. Ed è qui il limite della serie. Pur essendo i due elementi agli antipodi, non sono certo rari i tentativi cinematografici anche notevoli di farli convivere, ma far prevalere così tanto l'aspetto serioso in una serie come "Mad Dogs", in cui a funzionare è principalmente l'ironia (la sequenza col piccoletto psicopatico in casa è quanto meno spassosa), non si rivela una scelta troppo intelligente. Si punta, quindi, molto sulle dinamiche criminali, sulla tensione e sugli scontri tra i vari personaggi; scontri che tra l'altro appaiono alquanto forzati, dato che un gruppo di persone comuni che si ritrova da un momento all'altro a fronteggiare omicidi, mafia serba, poliziotti corrotti e trafficanti di droga, difficilmente si metterebbe a parlare delle problematiche dei loro rapporti. Avrebbe funzionato se fossero stati usati più come elemento comico, ma spesso questo non accade.
Allo stesso modo, i dialoghi convincono solo fino ad un certo punto. Funzionano a tratti, ma gli scambi che al contrario non si distinguono particolarmente, né tanto meno risultano accattivanti, sono molti, troppi. Compensano in parte, però, le interpretazioni. Gli attori infatti offrono delle prove di cui non ci si può affatto lamentare; non sconvolgono, ma sono più che sufficienti, e nessuna viene messa in ombra dalle altre. 


Nonostante quanto scritto, tuttavia, la serie resta in piedi. In più di un passaggio a fatica, ma resta in piedi. Certo è assolutamente necessario guardala senza alcuna pretesa, pena cocenti delusioni. Personalmente non mi sentirei di consigliarla, ma se dovesse capitarvi di darle un'occhiata, perché magari ve la siete ritrovata magicamente nel lettore o perché vi è stata spedita per sbaglio, il vostro tempo non si rivelerebbe poi così sprecato.


4 commenti:

  1. chiederò al mio spacciatore di serie tv,un mio amico che ben sapendo quanto sia restio a seguire i telefilm me li fa trovare tutti registrati su dvd
    Ora devo vedere il sole splende a filadelfia o una cosa simile
    E poi ho sempre six feet under

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    Risposte
    1. Si, ricordo il tuo amico ;)

      It's Always Sunny... è stata consigliata anche a me, comunque, infatti prima o poi la vedrò. Questa lasciala perdere; peraltro se hai capolavori come SFU da vedere, la questione non si pone neanche.

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  2. mmm, non mi sembra il massimo in arrivo dalla tv britannica...
    mi sa che passo..

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    1. Infatti non lo è, Marco. Lascia perdere...

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