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venerdì 2 dicembre 2011

Season Finale - Best 5


Riprendo oggi quanto scritto sul post relativo ai migliori series finale e più precisamente sul concetto filmico di “fine”. Vi è infatti un altro elemento che caratterizza fortemente una serie televisiva e che personalmente attendo ogni volta come un credente il settimanale corpo di Cristo. Si sta parlando del cosiddetto season finale, ossia la puntata conclusiva di una stagione. È al tempo stesso punto d'arrivo e inizio. Magnetica, come ogni conclusione, ma capace di creare magnetismo verso ciò che ad essa seguirà. È infatti la fine di un ciclo, ma non della serie intera. Porta a termine quanto proposto nel corso della stagione, creando quindi un climax crescente, ma al tempo stesso si preoccupa di creare attesa per il prosieguo attraverso ramificazioni credibili. È già abbastanza difficile creare o trovare un finale degno di questo nome, se si considera che deve essere anche inizio, si può avere un'idea seppur vaga di quanto possa essere difficile dar corpo e gestire l'episodio che lo ospita.
È però anche il motivo per cui, laddove riesca, il finale di stagione è così potente in termini emozionali. Preceduto da un'attesa intensificatasi puntata dopo puntata, è adrenalinico e appagante. Un punto di svolta che mischia il coinvolgimento per ciò che accade e l'interesse per ciò che accadrà. Due sensazioni che generalmente viaggiano sulla stessa identica linea perché uno preceduto dall'altro. Si mischiano invece nell'episodio che chiude una stagione e quello emotivo è un risultato capace di far percepire 60 minuti come fossero stati 2. Discorso, questo, applicabile non esclusivamente all'intreccio puro e semplice ma anche solo all'evoluzione introspettiva piuttosto che all'intensificazione di una particolare atmosfera, quella che poi caratterizza la serie.

5) House M.D. - Quinta Stagione


L'unica serie a puntate circolari che mi abbia preso quasi quanto una a trama orizzontale. Ha dalla sua dialoghi serrati e sempre di livello. Cinica e realistica nel riflettere sulle relazioni interpersonali per bocca di un protagonista professionalmente geniale e umanamente al limite del patologico. La fine della quinta stagione si concentra più sul personaggio che sul resto e infatti è di gran lunga la migliore. Insieme al penultimo episodio mette in scena una risoluzione allucinata, inquietante e costruita perfettamente, che porta personaggio e serie a una svolta che non poteva essere evitata. Peccato le stagioni successive non mantengano le promesse, ma un finale così riuscito resta. 

4) OZ - Quinta Stagione/ I Soprano - Seconda Stagione


Queste due serie, e di conseguenza i finali di stagione a cui si fa riferimento, appartengono alla categoria sopra descritta la cui discriminante non è da ricercare tanto nell'intreccio quanto nell'intensificazione di quel particolare aspetto, in termini di atmosfera, che la distingue. In questo senso, infatti, “OZ” e “I Soprano” sono molto simili. Non puntano sul ritmo ma sull'analisi, sull'introspezione ma soprattutto su un realismo filmico disilluso e grigio.
(Non proseguite se volete evitare spoiler)
La fine della quinta stagione di "OZ" è gelida. Viene accoltellato il personaggio che è anche la voce della serie, uno dei personaggi più umani, l'ultima tra le morti papabili (dato che abbondano ad ogni stagione). È la sconfitta della speranza. Restano lerciume e meschinità. È il preludio al fallimento dell'esperimento, dell'Acquario, come lo chiamano all'interno della serie. L'ultima sequenza vale la stagione.
Gelida allo stesso modo quella dei Soprano. Spietata per l'intreccio e cruciale per il protagonista, di cui vengono svelate sfaccettature ulteriori. La serie sviscera per sei stagioni Tony Soprano in maniera insuperata e quanto accade al termine della seconda stagione delinea e mina colonne portanti di quel ritratto che costituirà poi il volto dell'intera serie.
 
3) Lost - Terza Stagione


La serie che per tre stagioni fu grande. Una delusione che ancor ora provoca bruciori sparsi ma che nonostante tutto ha lasciato dietro di sé cose senza dubbio assai notevoli. Coinvolgente e adrenalinica, tecnicamente eccellente, è praticamente un treno che al termine della terza stagione sfonda lo schermo e colpisce lo spettatore dritto in faccia. Una svolta meravigliosa e ficcante che apre scenari sconfinati. Scenari, purtroppo, rimasti inesplorati per un prosieguo scandaloso. 

2) The Shield - Quinta Stagione


Un pugno nello stomaco allucinante. Tanto da inflazionare il valore dell'espressione e renderla eccessiva per il 90% dei casi in cui è stata usata in precedenza. La fine della quinta stagione di “The Shield” è desolante e disperata, sporca e maleodorante. Una chiusura capace di impietrire e portare la serie su un livello del tutto nuovo, come se quelli già raggiunti non fossero sufficienti. Una svolta che sarà il motore di una settima (ultima) stagione strepitosa. 

1) Battlestar Galactica - Terza Stagione

 
L'unico finale di stagione, quello della terza di “Battlestar Galactica”, così appagante da non farmi pesare l'attesa per la stagione successiva. Così alto da raggiungere il climax e porsi al di sopra finanche della conclusione dell'intera serie: l'intreccio esplode, l'atmosfera evolve, l'adrenalina raggiunge il suo stato più puro. Sbalorditiva la simbiosi tra regia, fotografia, montaggio e musica. Ammaliante lo scenario fantascientifico. Una meraviglia. Da brividi.



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