THE WALKING DEAD (2010)
Creatore: Frank Darabont
Attori: Andrew Lincoln, Jon Bernthal, Sarah Wayne Callies
Paese: USA
E poi così, di colpo, dopo 2 stagioni intere, o quasi, una serie che
ha mostrato fin a quel momento limiti evidenti e debolezze di vario
tipo, generando nello spettatore nient'altro che noia, irritazioni
finanche cutanee e rabbia per l'enorme occasione sprecata, dimostra che
in realtà non è che non fosse in grado di rendersi valida,
semplicemente, forse, non le andava. Ho sempre criticato "
The Walking Dead"
con molta convinzione. E con la seconda stagione, poi, ho rincarato la
dose ogni volta che me n'è capitata l'occasione. Era infatti diventata
una sorta di
Beautiful
in un mondo zombiano senza zombie. Quest'ultimi erano quasi del tutto
spariti e della trama non restavano che le dinamiche interpersonali tra
caratteri di dubbio interesse, delineate attraverso dialoghi quanto meno
deboli. Sono arrivato ad ipotizzare che lo scopo primo dei creatori
fosse invero quello di metter su una critica al mondo odierno
tratteggiando gli umani come i veri zombie, e gli zombie come la giusta
cura, come coloro che avrebbero risollevato le sorti del mondo a forza
di morsi. Si sarebbe spiegato così il perché della ormai quasi totale
assenza di uccisioni violente di
walkers e il perché della gestione così urticante dei personaggi.
Non abbandono mai una serie che ho cominciato o di cui ho visto più
di qualche puntata. Deve sfinirmi sul serio perché io lo faccia. “
The
Walking Dead” è riuscita nell'impresa. A quattro puntate dalla fine
della seconda ho lasciato, non ce la facevo più. Volevo mordere
Convulsion-Shane, l'uomo che fa dieci scatti con il capo nel dire una
sola frase. Di due parole. Volevo uccidere Rick e le sue pippe un tanto
al chilo, la sua mancanza di carattere. Volevo picchiare sua moglie, per
evitare di far nascere il bambino che portava in grembo in quel mondo
di zombie vivi. Volevo prendere a pedate la testa del vecchio, perché
parlava troppo, e quella di Hershel, perché semplicemente era troppo
stupido per non morire. Davvero, ero arrivato al limite. Questo mesi
addietro. Poi un paio di giorni fa decido di riprendere in mano le
ultime 4 puntate della stagione, anche in vista dell'inizio della terza.
Son sincero, lo avevo fatto con l'unica intenzione di venire qui a
sfogarmi, scrivendone di ogni, e per riderci poi su, insieme. Ed è
successo l'impossibile. Gli ultimi episodi mi son piaciuti;
intendiamoci, qualche cazzata qua e là c'è sempre, ché altrimenti non
sarebbe
TWD, ma mi son piaciuti.
In appena 120 minuti la serie dimostra, come scrivevo inizialmente,
che in realtà non era incapacità la sua, ma pigrizia o qualcosa di
simile. Dimostra, in appena 120 minuti, che le posizioni dei vari
personaggi, i loro caratteri non erano poco interessanti o poco
credibili, né poco condivisibili e realistici, ma solo sviluppati male,
senza la giusta introspezione. Il loro fascino potenziale cadeva sempre
più rovinosamente sotto i colpi insistenti di dialoghi banali e di
sequenze tutt'altro che efficaci. Ed è così che Rick inizia a tirar
fuori un po' di carattere tra la fine della seconda stagione e l'inizio
della terza; che il vecchio affianca un po' di pathos (trasmettendo di
conseguenza una certa empatia) alle sue solite menate, che diventano
pertanto meno menate e più riflessioni circostanziate e funzionali al
racconto; che la cartolina un po'
Beautiful inizia a strapparsi e il
confine buoni/cattivi inizia a scemare; che Hershel tira fuori un po' di
palle e comincia ad uccidere zombie con frasi ignoranti ma molto fighe
tipo “
Venite qui!!” manco fosse Rambo; che Carl inizia a smettere di
comportarsi come un adulto e comincia finalmente a fare stronzate da
bambino che più semplicemente si crede un adulto; che Shane,
addirittura, diviene miracolosamente un personaggio di spessore. Dopo
essere stato irritante nella sua pochezza per svariate puntate, fa un
discreto salto di qualità con la fine della puntata 2x10: neanche 30
secondi, nessun dialogo, solo una serie di ideali campi-controcampi tra
Shane e il se stesso riflesso in uno zombie solitario che vaga con un
andamento che quasi sembra una ballata triste; il tutto accompagnato
dall'ottima “
Civilian” degli
Wye Oak.
La scena è inaspettatamente potente ed è il simbolo della differenza
evidente di qualità tra la serie come la conoscevamo e gli ultimi
episodi. “E ci voleva tanto?”, vien da chiedersi.
Ed ora la gente comincia a morire seriamente, nel senso che le morti
si sentono, perché i personaggi generano adesso un minimo di empatia in
più. Gli zombie tornano sullo schermo, tornano a mangiare gente, tornano
ad essere il nemico anche per lo spettatore. Si accennava in precedenza
che non si sta scrivendo affatto della ripresa del secolo, ma è giusto
sottolinearla comunque, così come si sottolineano i limiti quando ci
sono. La terza stagione è cominciata da poco e sembra avere anch'essa il
suo ritmo, sembra essere discretamente godibile. Magari è stato un
sussulto lungo qualche puntata, magari no. Speriamo di no.